lunedì 20 giugno 2011

Consigli per l'estate: la sudorazione

di Rossana Palazzo

Con l'arrivo dell'estate il caldo può provocare alla pelle un'eccessiva sudorazione che può causare irritazioni. Le zone chiamate in causa sono soprattutto le piaghe di inguine e interno coscia, il cui fastidio è provocato, in questa zone, da eccessivo sfregamento mentre si cammina.

Ma quali sono i rimedi per alleviare questi piccoli disturbi che posso però creare disagi? La dottoressa Riccarda Serri, presidente dell'Associazione Skineco, dà i suoi consigli.

Una delle prime regole da osservare è lavarsi quotidianamente con un sapone detergente molto delicato, oppure utilizzare direttamente la saponetta. Nelle zone delle pieghe si può mettere del talco oppure farsi preparare in farmacia un composto di talco veneto e ossido di zinco. Si può anche optare per soluzioni già pronte liquide, non in polvere, a base di ossido di zinco che hanno un'azione lenitiva.

Queste soluzioni possono essere usate anche sui bambini spesso affetti da sudamina, che si manifesta sotto forma di chiazze rosse sulla pelle che provocano prurito e raramente infezione. In ogni caso quando i sintomi sono permanenti è meglio consultare un dermatologo.

domenica 22 maggio 2011

Alimentazione: carote non abbronzano, ma allungano la vita


Portare carote in tavola potrebbe essere un'ottima abitudine per tenere lontano malattie croniche e ridurre il rischio di mortalità. A rivelarlo uno studio condotto dai ricercatori del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (USA) che avrebbe messo in luce le proprietà benefiche e antiossidanti dell'alfa carotene, componente presente in carote ma anche in altri tipi di frutta e ortaggi come piselli, fagiolini, zucca e broccoli.

Questo carotenoide, finora poco considerato a dispetto del più famoso beta carotene, sarebbe quindi in grado di contrastare i radicali liberi coinvolti nell'insorgenza di alcune malattie ed inibire la crescita di diverse cellule tumorali.

E a proposito del beta carotene e dei suoi presunti effetti abbronzanti sembrerebbe che, pur essendo il beta carotene spesso considerato tra gli abbronzanti, non sarebbe in realtà in grado di proteggere dai raggi solari. Per quale motivo? Poiché, come sostenuto da Marcello Monti, responsabile di Dermatologia dell’Istituto clinico Humanitas di Milano, il beta carotene "si deposita nel derma e non nell’epidermide, che è la parte più esterna della pelle, la più colpita dai raggi UV. Anche se ingeriamo grandi quantità di betacarotene e diventiamo un po’ arancioni, quindi, subiamo ugualmente i danni solari. È dunque sbagliato considerare il beta carotene come un abbronzante, ruolo invece ricoperto dalla melanina".

Sabrina Ferri

giovedì 12 maggio 2011

Bambini obesi a causa del biberon!

di Rossana Palazzo

Uno studio americano afferma che l’uso prolungato del biberon, fino a due anni, aumenterebbe il rischio del 30% di diventare obesi a 5 anni e mezzo, rispetto ai bambini che lo abbandonano prima. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics da Robert Whitaker e Rachel Gooze del Center for Obesity Research and Education alla Temple University.

Lo studio: Sono stati esaminati 6750 bambini dalla fase neonatale a 5,5 anni ed è stato riscontrato che il 22% del campione beveva dal biberon a due anni e che il 23% dei bambini, a 5anni e mezzo erano obesi. In pratica i ricercatori hanno incrociato i dati a loro disposizione e hanno calcolato che i bambini, che a due anni ancora usano il biberon, hanno un rischio obesità a 5 anni e mezzo del 30% maggiore.

Questo perché, secondo gli esperti, bere e mangiare dal biberon è un modo facile per ingerire molte calorie. Meglio iniziare a staccare il bimbo dal biberon intorno a un anno, dunque, concludono.

venerdì 22 aprile 2011

Aghi bye bye: ecco la nuova insulina spray contro il diabete

Come ben sappiamo il diabete è una malattia di diffusione globale; e secondo alcuni dati resi noti dall'International Diabetes Federation, nel 2030 circa 430 milioni di persone saranno affette da questa malattia. Al momento, in Italia sono 2,9 i pazienti colpiti da questa patologia e circa 250 milioni nel mondo.

Al meeting annuale dell'America Chemical Society, che si tiene a San Francisco in California, è stato presentato il moderno tipo di insulina, che grazie ad una nuova tecnologia ideata dai ricercatori della Mannkind Corporation, potrà essere somministrata per vie aeree, agendo addirittura più velocemente del farmaco tradizionale; in questo modo l'incubo delle iniezioni quotidiane per i malati di diabete svanirà.

Questo nuovo tipo di prodotto che regola i livelli di glicemia nel sangue, viene fatto assorbire dalle vie respiratorie attraverso particelle costituite dall'auto-assemblamento di minuscole molecole; una volta inseriti i farmaci all'interno di queste particelle, queste vengono fatte essiccare per poi formare una polverina asciutta; successivamente grazie ad un apparecchio grande quanto un pollice, i pazienti potranno inalare una piccola quantità del farmaco, che si dissolverà molto rapidamente, venendo in fine assorbito dalla circolazione sanguigna.

di Camilla Lombardozzi

Vene varicose? Una patologia dolorosa



Il fenomeno delle vene varicose, in Italia, rappresenta una patologia molto diffusa. Si pensi che circa il 25% percento della popolazione, si tratta in prevalenza di donna, ne soffre.

«Le vene varicose sono vene superficiali dilatate in cui il sangue non scorre. Questo sfiancamento della parete venosa prende origine dalla cosiddetta insufficienza venosa, di cui le varici non sono altro che una delle manifestazioni più evidenti» spiega Roberto Chiesa, direttore della Cattedra di chirurgia vascolare dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Purtroppo i danni che possono comportare sono piuttosto gravi: flebiti e trombosi.

Fattori ereditari, ma anche fumo, cattiva alimentazione, sovrappeso e gravidanza possono contribuire al sorgere di un’insufficenza venosa. I sintomi più comunini sono: ingrossamento visibile delle vene, dolori e crampi alle gambe, caviglie e piedi gonfi.

Quando si è in presenza di insufficenza venosa allora è possibile migliorare la circolazione delle gambe per prevenire complicanze. Quando si parla di disagi lievi ci possono essere dei piccoli accorgimenti: perdere peso, fare attività fisica, limitare l’uso di sigarette e alcool. Efficace è anche la terapia elasto-compressiva con delle calze elastiche a compressione graduata. Ma anche il ricorso a farmaci flebotonici è spesso utile per contrastare dolori alle gambe, crampi nella notte, tensione e pesantezza.

Quando i danni, invece, sono estesi il ricorso alla chirurgia, forse, è l’unica possibile soluzione.Spiega il dottor Roberto Chiesa che «In presenza di varici, quando il dolore non è tollerabile, o per ragioni estetiche, si può optare per l'asportazione o la chiusura del vaso varicoso. L'asportazione completa del vaso si esegue solo per la grande ed, eventualmente, per la piccola safena varicose e prevede l'intervento di safenectomia (o stripping), che oggi è il più usato. Un approccio alternativo alla rimozione del vaso varicoso, o di una sua parte, consiste nella sua esclusione dal circolo sanguigno con tecniche endovascolari (laser e radiofrequenza). La terapia sclerosante è utile sia per eliminare piccole varici, sia per far scomparire i capillari superficiali (teleangectasie)».

di Rossana Palazzo

giovedì 14 aprile 2011

Cattiva respirazione? Un trauma infantile può essere la causa


Se hai disturbi respiratori da grande forse è perché da piccolo hai avuto un distacco precoce dai genitori. Ebbene uno studio condotto dall’Università San Raffaele di Milano e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dimostrato che sempre più giovani, in età adulta, manifestano difficoltà respiratorie dovute ad attacchi di panico.

Ciò perché quando si subisce un allontanamento prematuro si innesca una sorta di risposta fisiologica, appunto una difficoltà respiratoria. In quei frangenti infatti, a livello fisiologico, cambia un parametro che comporta stimoli soffocatori che si ripercuotono in età adulta. Purtroppo i danni più consistenti sono a livello mentale. Oltretutto è fondamentale l’età in cui le avversità colpiscono: se l’esposizione avviene in età infantile l’alterazione respiratoria che si instaura rimane costante fino alla prima parte dell’età adulta. I dati a cui hanno conseguito i ricercatori del San Raffaele, frutto di deduzioni tratte dalle considerazioni pubblicate sull’American Journal of Medical Genetics e sul PlosONE, hanno inoltre mostrato come ci sia una certa affinità tra umani e topi. I ricercatori hanno intervistato centinaia di gemelli circa il loro distacco dai genitori in età puerile; negli animali invece, hanno separato dei topi dalla madre naturale a 24 ore dalla nascita e per i 4 giorni successivi li hanno affidati a madri diverse da quella biologica. Le madri topo adottano molto facilmente i cuccioli di altre madri, l’esperienza precoce della madre innesca una risposta iperventilatoria all’anidride carbonica del 150% maggiore di quella osservata in cuccioli allevati normalmente.

Analizzando le cause di questa risposta i dati hanno dimostrato che l’esagerata risposta è da associare ad un aumento del segnale genetico presente negli individui sottoposti a separazione precoce. Marco Battaglia, professore di Psicopatologia dello sviluppo al San Raffaele, ha affermato che l’obiettivo ultimo resta quello di «aumentare le conoscenze dei meccanismi genetici e ambientali che influenzano manifestazioni ansiose nei bambini e giovani adulti, migliorando le strategie di prevenzione, diagnosi precoce e terapia».

di Rossana Palazzo

martedì 12 aprile 2011

Ministero dell'Ambiete: "Menù a Km zero per avere cibi più sani ed inquinare meno"

Più prodotti bio alle mense scolastiche e a quelle della pubblica amministrazione. Così è stato deciso dal Ministero dell’Ambiente che ha varato il nuovo “Piano d'azione per la sostenibilità ambientale sui consumi della PA” che dovrà essere tradotto in una direttiva ministeriale la prossima settimana.

L’iniziativa è volta a promuovere un menù più vegetariano consigliato dalla LAV (Lega antivivisezione). L’obiettivo è quello di prestare maggiore attenzione al benessere animale e all’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti intensivi. In tal modo verrà ridotto il consumo di carne, considerato l’impatto che gli allevamenti producono.

Le aziende erogatrici del servizio avranno il compito di creare maggiore consapevolezza nel consumo di un cibo più sano. I bambini insomma mangeranno più uova che proverranno solo da allevamenti all’aperto perché, come già stabilito dalla direttiva europea 74/1999, gli animali in gabbia soffrono, dunque tale tipo di allevamento deve essere bandito.

Le ditte che rispetteranno questa direttiva si aggiudicheranno maggior punteggio nelle gare d’appalto per l’assegnazione di servizi di ristorazione e nella distribuzione di prodotti alimentari. Attraverso questo piano insomma non solo il cibo delle mense sarà più sano perché proveniente da agricoltura biologica, ma, guardando i dati forniti dall’associazione animalista, verranno risparmiati 3.320 tonnellate di CO2 al giorno. Quindi perché dare ai nostri figli prodotti provenienti chissà da dove? Forse preferire la filiera corta non è poi così male, anzi, considerati i risultati, si avrebbe una migliore qualità dei prodotti alimentari e si registrerebbe un tasso di inquinamento ambientale minore.

di Rossana Palazzo


mercoledì 6 aprile 2011

SE IL PASTO È GRASSO, MEGLIO RINUNCIARE AL CAFFÈ



Il "nero" più amato dagli italiani potrebbe far lievitare gli zuccheri nel sangue se assunto dopo un pasto abbondante. Amato da 6 italiani su 10 il caffè, da sempre conosciuto per le sue benefiche proprietà digestive, energetiche e antiossidanti, sembrerebbe capace di far impennare la curva glicemica, fino a picchi estremi, se sorseggiato dopo un pasto copioso e ricco di grassi.

A rivelare l'effetto dannoso e combinato di grassi saturi e caffeina sui livelli di glucosio nel sangue, sarebbe stato un recente studio dell'Università di Guelph, in Canada, che avrebbe dimostrato come il livello di zuccheri, del 32% più alto del normale a seguito dell'introduzione di grassi, potrebbe addirittura raddoppiare con l'aggiunta di caffè facendo raggiungere percentuali glicemiche simili a quelle di persone diabetiche.

Sabrina Ferri

Fonte: Italia Salute

domenica 30 gennaio 2011

DANNI DEL FUMO IMMEDIATI, EFFETTI CANCEROGENI GIA' 15 MINUTI DOPO LA PRIMA SIGARETTA


Il fumo fa male, danneggia la salute di te e di chi ti sta intorno, può perfino arrivare ad uccidere. Il fumo da sigaretta è una delle prime cause al mondo di morte e, nonostante alcuni paesi come la Polonia abbiano deciso di estendere il divieto di fumo anche nei luoghi pubblici come spiagge e giardini, fumare è ancora uno dei vizi peggiori che attanaglia l'umanità.

Ma se gli effetti del fumo nel lungo periodo erano cosa nota, oggi una ricerca Usa, pubblicata sulla rivista Chemical Research in Toxicology, rivela che i danni alla salute inizierebbero già pochi istanti dopo aver acceso la prima sigaretta.

I ricercatori avrebbero quindi dimostrato che gli Ipa, ovvero una delle sostanze in assoluto più cancerogene e contenuta anche nelle sigarette, sarebbero in grado, una volta entrati in circolo nell'organismo, di trasformarsi in un'altra sostanza chimica capace poi di danneggiare il DNA e provocare il cancro. Il tutto avverrebbe tra i 15 e i 30 minuti.

Una scoperta unica ed agghiacciante che, ancora una volta, rammenta come ogni giorno possa essere un giorno buono per smettere di fumare e per cominciare davvero a volersi del bene.
Sabrina Ferri

venerdì 14 gennaio 2011

ICTUS, CAPIRE I SINTOMI PREMONITORI


L'apoplessia, meglio conosciuta come ictus, è in Italia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Consiste in un coagulo che impedisce il normale afflusso di sangue al cervello e può colpire senza scrupoli producendo una serie di effetti devastanti o addirittura letali. Colpisce in prevalenza gli anziani ma possono esserne colpite anche persone più giovani, soprattutto se predisposte o facciano uso abituale di droghe.

Per questo sarebbe importante riuscire ad interpretare quei piccoli campanelli d'allarme che potrebbero insorgere prima di un attacco come: difficoltà ad articolare un discorso e comprendere frasi, debolezze o formicolii agli arti, un improvviso mal di testa, anomalie della vista e sensazione di vertigine o capogiro. Anche se transitori, anche solo uno di questi potrebbe essere il primo segnale da non sottovalutare. Intervenire tra le 3 e le 6 ore dalla crisi, rivolgendosi tempestivamente ad un Pronto Soccorso, potrebbe circoscrivere gli effetti evitando il peggio; capirli tempestivamente potrebbe, quindi, salvare una vita
Sabrina Ferri
fonti: YAHOO LIFESTILE

domenica 19 dicembre 2010

LA TERAPIA DELLA PAROLA: CONTRO L'INSONNIA UNA NUOVA ARMA


Dall'America ecco arrivare una buona notizia per chi soffre d'insonnia. La chiamano talk therapy (terapia della parola) e potrebbe essere la cura del futuro contro il mal di sonno. Nessun medicinale, nessun effetto collaterale, ma soltanto pure e semplici parole. A rivelarlo uno studio condotto alla Laval University, in Quebec, pubblicato sul Journal of the American medical association, che metterebbe in evidenza come parlare, dibattere dei propri problemi e sfogarsi durante il giorno aiuterebbe ad addormentarsi prima e diminuire i risvegli nel cuore della notte.

I test hanno dimostrato come, nel lungo periodo, i pazienti trattati con la talk therapy abbiano conseguito il migliore risultato rispetto a quanti, invece, continuavano ad assumere farmaci. Ma come funziona esattamente questa innovativa terapia? Semplicemente si impara, sotto la guida di esperti psicoterapeuti, a gestire le situazioni di stress mettendo a punto tecniche di relax e ci si sfoga raccontando le proprie ansie e angosce. In ultimo si passa a correggere i comportamenti sbagliati che impediscono il buon riposo: dall'ora della sveglie che deve essere sempre la stessa al divieto di leggere, guardare la tv o litigare sotto le lenzuola
Sabrina Ferri

giovedì 9 dicembre 2010

LA SALUTE PASSA ANCHE DALLE UNGHIE


Dimmi che unghie hai e ti dirò chi sei.
Già perché le unghie possono davvero dirci molto sulle nostre condizioni di salute ma, sfortunatamente, non tutti lo sanno. Spesso ci si preoccupa soltanto di curare il loro aspetto estetico, di renderle oggetto d'attenzione altrui, sfoggiandole quasi come fossero un indumento alla moda.
Ma le alterazioni delle unghie, anche le più piccole, potrebbero celare un malessere dell'organismo e per questo motivo il loro aspetto andrebbe monitorato attentamente.
Vediamone, ora, le più comuni patologie.

1) PICCOLE CHIAZZE BIANCHE: sono sintomo di stress e generalmente si presentano in ordine sparso
2) MACCHIE GIALLE: nei fumatori il colore giallo è dovuto alla nicotina, mentre nei non-fumatori il sintomo potrebbe nascondere problemi respiratori
3) COLORITO VIOLACEO: dovuto, in genere, alle alterazioni della micro-circolazione che implicano un minor afflusso del sangue (e quindi meno ossigeno) alle estremità
4) LINEE DI BEAU: ovvero quei piccoli solchi trasversali che possono formarsi sull'unghia. Possono indicare disturbi cardiaci o ormonali
5) STRIATURE LONGITUDINALI: potrebbe trattarsi di carenze alimentari da ferro, vitamine o minerali

Un'unghia sana dovrebbe essere rosea, liscia e appena convessa. Se invece fossero presenti una o più di queste alterazioni allora sarebbe bene recarsi da un dermatologo che potrà prescrivere delle analisi e indirizzare il paziente verso altri specialisti.
FONTE: www.staibene.it
Sabrina Ferri

giovedì 2 dicembre 2010

CENARE IN FAMIGLIA CONTRASTA BRUTTI VOTI E DIPENDENZE DA DROGHE


Cenare tutti assieme, attorno alla stessa tavola, dovrebbe essere un'abitudine immancabile per ogni famiglia. È proprio al momento della cena che si può meglio discutere, confrontarsi, raccontare degli avvenimenti della giornata. Implicitamente il valore della famiglia è proprio lì, custodito simbolicamente dietro ad un gesto tanto semplice quanto scontato che è appunto il pasto serale.

Ma quante persone riescono davvero a portare a termine questo momento così importante? In verità i ritmi frenetici di vita, la sempre crescente voglia d'indipendenza dei giovani, la difficoltà nel conciliare gli orari dei coniugi sono tutti fattori che sembrerebbero aver scongiurato l'idea della cena come vera e propria "riunione" familiare.

Eppure la cena in famiglia coverebbe in sé anche un fondamentale ruolo educativo. A dichiararlo sarebbe stata proprio una ricerca del Centro Nazionale di dipendenza e abuso di sostanze stupefacenti della Columbia University secondo la quale i bambini che consumano il pasto di fine giornata a tavola regolarmente avrebbero minori possibilità di cadere vittima di dipendenze da droghe, fumo e alcool. Chi al contrario mangia in solitudine, magari acciambellato davanti alla tv, avrebbe il doppio di probabilità in più di venire a contatto con sostanze stupefacenti e maggiori possibilità di frequentare persone che consumano abitualmente droghe. Inoltre, la comunicazione costante genitori-figli potrebbe indurre il bambino o adolescente a studiare meglio e di più.
Per questo mangiare a tavola insieme non dovrebbe essere una chimera ma, piuttosto, un fortino prezioso da riscoprire.

FONTI: Benessere salute; Newsfood
Sabrina Ferri

sabato 23 ottobre 2010

UN FALSO MITO DA SFATARE. SUDARE NON SERVE A DIMAGRIRE


Se siete maniaci della linea e vi trovate alla costante ricerca di una forma fisica perfetta allora sappiate che sudare non servirà. La sauna non aiuta a far dimagrire, così come un'attività intensa non è il rimedio assoluto contro i chili di troppo ma piuttosto un modo per mantenere sani articolazioni, ossa e massa muscolare.

Il sudore non è sinonimo di grasso e calorie che scivolano via. Se così fosse tutti potremmo mangiare in abbondanza senza preoccuparci di ingrassare o di commettere un attentato contro la salute. In fondo basterebbe qualche seduta di sauna per farci sfoggiare un fisico da top model.

Peccato, però, che sudare significhi soltanto espellere liquidi che dovranno essere successivamente reintegrati, ed è proprio tramite il sudore che il nostro corpo mantiene il suo equilibrio termico ogni qualvolta la temperatura interna si innalza di molto.

E allora se volete veder scendere l'ago della bilancia lasciate stare saune a non finire e corse spossanti sul tapis roulant. Basteranno una dieta sana ed equilibrata, esercizi fisici mirati, e tanta, tanta buona volontà.
Sabrina Ferri

venerdì 8 ottobre 2010

CONTRO IL CARO PREZZI DI CIBI&CO ARRIVA CASPER


È il nuovo salvagente al quale tutti i consumatori vittime di speculazione potranno finalmente appellarsi. Il suo nome è Casper (letteralmente Comitato contro lA SPeculazione e per il Risparmio) e non è quello che si potrebbe definire esattamente il solito blog.

Casper è invece molto di più. È una piazza virtuale nella quale poter intervenire e dibattere, è la voce del consumatore che non ne può più di prezzi esorbitanti e che è stanco di uscire di casa per andare a fare un po' di spesa e tornare con le tasche vuote e una busta di vettovaglie che basta a tirare avanti per due giorni.

L'iniziativa, che ha portato alla progettazione di Casper, coinvolge anche Codacons, Adoc, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, soggetti attivi in primo piano contro i rincari dei prezzi al dettaglio, aumenti tariffari e speculazioni registrate in tutti i settori.
FONTE: WWW.CONSUMATORI.IT
Sabrina Ferri

mercoledì 6 ottobre 2010

MACCHIE SCURE SULLA PELLE. ATTENZIONE AL PC PORTATILE SULLE GAMBE


Chi usa le cosce per poggiare il proprio portatile rischia di sviluppare nel tempo danni antiestetici cutanei. È quanto accaduto ad un dodicenne svizzero che, avendo l'abitudine di sfruttare le gambe come una sorta di scrivania sulla quale adagiare il computer, si è ritrovato a dover fare i conti con delle strane macchie scure sulla pelle.

Impossibile da credere? I medici curanti del ragazzo sostengono che una simile reazione della pelle è, per quanto strana, possibile. La base di un pc portatile può infatti raggiungere anche i 52 gradi centigradi ed il calore può causare problemi allo stesso modo di un'esposizione solare prolungata e in rarissimi casi può portare persino al tumore. Ma come fare se proprio non si riesce a fare a meno di usare il computer sulle gambe? Gli esperti consigliano di interporre una coperta od un panno tra la pelle e la base portatile, evitando così un contatto diretto con la cute.
FONTE: WWW.SALUTE.POURFEMME.IT
Sabrina Ferri

lunedì 27 settembre 2010

GEL IGIENIZZANTI: QUANTO SERVONO?


Ricordate l'influenza A/H1N1 o in parole povere l'influenza suina? Forse, a pensarci bene, è proprio da allora che una crescente bacterio fobia ha cominciato ad insediarsi tra le fobie più comuni degli italiani e non. "Amuchina" e tutta la famiglia dei gel igienizzanti e antibatterici hanno così invaso farmacie e supermercati, persino profumerie e bancarelle, ed oggi sembra quasi impossibile poterne fare a meno. Ormai per i nostri batteri siamo diventati dei veri serial killer e per loro sembra non esserci più scampo. D'altronde dopo aver preso la metro o il tram, dopo aver usufruito dei bagni pubblici, non c'è cosa più semplice e naturale del volersi disinfettare le mani.

Ma siamo proprio sicuri che questo basti a renderci immuni?
In realtà disfarsi dei batteri è una "mission impossible". Sono ovunque e in gran quantità: cellulare, mouse del pc, lavandini... Ce ne sono a miliardi persino sul bottone dell'ascensore, un bottone pigiato da chissà quante dita. Eppure al fatto che quel bottone possa essere contaminato non ci pensa quasi nessuno. Sbagliato! Secondo Nicholas Moon, in uno studio realizzato per l'Università dell'Arizona, quel tasto chiamato elevatore sarebbe ben 40 volte più sporco della tavoletta di un wc pubblico e conterrebbe spesso il microbo nemico numero uno dell'intestino. Per non parlare degli asciugatori elettrici per le mani che provocherebbero una moltiplicazione dei germi sulla superficie della pelle.

Insomma, fare piazza pulita di microbi è certamente impossibile e soprattutto non può bastare un gel a renderci salvi dalle malattie di stagione. Anzi forse questi prodotti, come aveva tenuto a precisare tempo fa l'Organizzazione mondiale della sanità, possono (debbono?) essere utilizzati solo se acqua e sapone non sono disponibili.

Fonti: Newnotizie.it; Partecipasalute.it
Sabrina Ferri

venerdì 17 settembre 2010

Giornata del ciclamino. Un fiore per combattere la sclerodermia


Per questo 26 settembre regala o regalati un ciclamino. È l'occasione giusta per aiutare a diffondere la conoscenza di una malattia spesso sconosciuta ma drammaticamente diffusa: la sclerodermia o sclerosi sistemica. Un male che colpisce in prevalenza le donne e che può portare persino alla morte se non diagnosticata per tempo. Una patologia che può manifestarsi inizialmente anche con banali sintomi, come una spiccata sensibilità al freddo degli arti superiori e inferiori che assumo gradualmente colore violaceo ed infine rosso. Per questo motivo il GILS, gruppo italiano per la lotta alla sclerodermia, ha deciso di "far fiorire l'informazione", scegliendo come suo simbolo il ciclamino, il fiore che resiste al freddo e che sarà venduto in ben cento piazze italiane. Dalle 9 alle 12 sarà inoltre possibile effettuare controlli gratuiti negli ospedali che hanno aderito all'iniziativa.

Fonte:htttp://www.sclerodermia.net

SabrinaFerri

giovedì 6 maggio 2010

Dieta, sole e sport. La giusta combinazione per rafforzare le ossa

Una carenza eccessiva di calcio può spesso comportare danni seri alla salute della donna e, a lungo andare, potrebbe addirittura compromettere naturali e semplici attività come lo stare in piedi o il cucinare. Questo perché il nostro corpo per potersi muovere e riuscire anche nelle attività più futili necessita di un apparato scheletrico forte, in grado di poterne sostentare l’intero peso. Il calcio è componente essenziale a questo scopo ma spesso non se ne assume abbastanza e le ossa, specialmente con l’allattamento e la menopausa, si deteriorano gradualmente.

Gli esperti sostengono che la quota raccomandata di calcio può essere coperta non soltanto tramite la dieta ed una regolare assunzione di formaggi e latticini, ma anche attraverso sole e movimento.
La luce solare, infatti, è fondamentale perché produce spontaneamente nell’organismo la vitamina D che è essenziale per la fissazione di calcio e fosforo nello scheletro. Il moto e lo sport, altresì, sembrano invece giovare alla salute dell’osso grazie all’azione dei muscoli e al peso del corpo.

Sabrina Ferri

mercoledì 21 aprile 2010

Timidi non disperate. Arrossire è soltanto sinonimo di una maggiore sensibilità


Arrossire o commuoversi facilmente non sarebbe una questione di carattere. Piuttosto la timidezza, secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Social Cognitive and Affective Neuroscience” e riportato nel sito Staibene.it, costituirebbe la risultante di un diverso modo di vedere il mondo.Di fronte alle medesime immagini, infatti, estroversi ed introversi sembrano attivare risposte neurali difformi tra loro. Lo studio dimostra come proprio i più timidi siano quelli in grado di percepire maggiormente ogni minimo cambiamento o dettaglio, all’interno di una serie di fotografie loro mostrate, rispetto ad altre persone invece più disinvolte.

La ricerca dimostra, quindi, come la timidezza sia più che altro un fatto neurologico legato ad una diversa percezione della vita. A dimostrazione, ancora una volta, che l’essere timidi non implica necessariamente svalutazione o negatività ma può essere anche, e soprattutto, una nota positiva capace di mettere in risalto quel profumo di sensibilità troppo spesso occultato nella società moderna. Affinché la timidezza possa ricordarci che, tuttora come ieri, le emozioni esistono e che emozionarsi in fondo fa parte di noi stessi, noi che prima di tutto siamo e resteremo per sempre uomini e persone.

Sabrina Ferri